giovedì 30 luglio 2015

Palermo non educa, anzi...

Da mondo Solidale leggiamo che il Festival della città educativa continua a dare i suoi frutti.
Sul piano amministrativo la Giunta comunale di Palermo, lo scorso 28 luglio, ha approvato un Atto di indirizzo in cui fa proprio il Progetto di Città Educativa elaborato nel corso del Festival e nel quale, inoltre, prevede degli interventi per la creazione di una Segreteria permanente e di un Laboratorio per l'elaborazione partecipata di un Piano per l'Infanzia e l'Adolescenza a Palermo.

Abbiamo partecipato al Festival ed alle varie fasi, ma purtroppo abbiamo constatato che non esiste la metodologia della concretezza, attraverso la quale si offrono esempi, buone prassi, assimilabili facilmente dai cittadini di giovane età.
La città è in totale abbandono e quello che maggiormente ci rattrista è osservare che in prossimità degli Istituti scolastici (spesso anche all'interno) esiste la massima incuria e trascuratezza.
Abbiamo attivato un gruppo denominato "i marciapiedi ignorati di Palermo" nella speranza che le nostre segnalazioni venissero recepite.
A parte altri gruppi che segnalano inadempienze, abbandoni di monumenti ed incurie, è offensivo per i Cittadini transitare per i marciapiedi (anche le strade) ed osservare il degrado totale.
Erbacce, piante infestanti ed invadenti in quanto nessuno obbliga e/o punisce i proprietari.
L'immondizia regna sovrana, ma le giovani generazioni cosa vedono? cosa imparano? come si comporteranno nel futuro?
Abbiamo trasmesso alcune segnalazioni che sono state ottemperate. Partecipiamo alla Rete Palermo pulita prioritariamente per restituire spazi ai Cittadini e spronare al rispetto dell'ambiente ed incentivare la raccolta differenziata, ma sono piccoli gesti, piccole iniziative che non possono risolvere le problematiche e le criticità di una città che dovrebbe educare.
Basterebbe che chi amministra, congiuntamente a tutta la struttura burocratica, procedesse per Palermo a piedi... non importa se nelle zone centrali od in periferia.


lunedì 20 luglio 2015

EGOISMO, SOLIDARIETA', CONDIVISIONE PER UN MONDO MIGLIORE


Pochi minuti per leggere e poi trasferire questa "favola" ai Cittadini ed ai politici.
 C'era una volta un vagabondo che aveva molta fame. Dopo tre giorni di digiuno, giunse in un villaggio. Purtroppo quello era il villaggio più meschino dell'intera regione. Gli abitanti avevano le dispense piene e i piatti sempre vuoti: non invitavano mai nessuno.

«Bisogna risparmiare» ripetevano. «Non si sa mai, può capitare un amico all'improvviso». Ma, a dir la verità, avidi e avari com'erano, nessuno di loro aveva amici. Toc, toc, toc. Il vagabondo bussò alla porta della prima casa.

«Chi sei? Cosa vuoi?» strillò una voce «sicuramente vuoi qualcosa gratis, no? Vattene, non ho niente da darti! Non ho niente da buttar via, io!».

Il vagabondo provò alla casetta vicina. Ebbe la stessa risposta.

Così di casa in casa. Bussò infine alla porta della casa del sindaco, affacciata sulla piazza del villaggio.

«Volevo solo chiederle un po' d'acqua» disse sorridendo al volto astioso che fece capolino, «sto per cucinare una deliziosa zuppa di pietra».

La fessura della porta si allargò: «Hai detto zuppa di pietra?».

«Sì» fece il vagabondo con fare innocente «posseggo una pietra magica, ho solo bisogno di un po' d'acqua». Il sindaco brontolò ma arrivò con un secchio d'acqua.

«Com'è gentile lei», sussurrò il vagabondo, «non vorrebbe farmi compagnia? Non per vantarmi, ma dicono che la mia zuppa di pietra sia la migliore del mondo.Non avrebbe una pentola un po' grande?»

«Io non ne ho mai sentito parlare», borbottava il sindaco, ma prese il paiolo più grosso che aveva e lo porse al vagabondo, che accese un fuoco in mezzo alla piazza, tirò fuori dalla bisaccia una grossa pietra, la pulì ben bene e poi la mise nella pentola.

In un attimo, la notizia della pietra miracolosa che bolliva in piazza fece il giro del villaggio. Quasi tutti gli abitanti formarono un cerchio intorno al vagabondo e alla sua pentola.

«E mangerai quella roba?» chiese una ragazzina, facendo una smorfia.

«Hai ragione» disse il vagabondo. «La zuppa di pietra è molto più buona con una cipolla, ma dovrò accontentarmi». Un attimo dopo una mano porse una piccola cipolla.

«Grazie, signora» disse il vagabondo. Aggiunse la cipolla e assaggiò il brodo. «Mmm, deliziosa». La gente lo guardava con occhi sempre più increduli.

«Capisco cosa state pensando: la zuppa di pietra è ottima specialmente con le cipolle e con una manciata di fagioli, ma io mi accontento...».

Un ragazzino arrivò trafelato con un mastellino colmo di fagioli.

«Li accetto volentieri, se mangi con me» disse il vagabondo versando i fagioli nella pentola. Le massaie guardavano accigliate la zuppa arricciando il naso.

«Ah, lo so cosa state pensando», disse il vagabondo, «tutte uguali voi signore, la zuppa non vi piace se oltre ai fagioli e alla cipolla non ci sono anche dei funghi...»

«Ce li metto io i funghi!» esclamò la signorina Parsimonia, la maestra. Corse a casa e tornò con un cestino di funghi che andarono a raggiungere la cipolla e i fagioli.

«Oh naturalmente è un po' pallida» si scusò il vagabondo. «È la carne che dà quel bel colore alla zuppa, oltre alla cipolla e ai funghi».

«Carne! Carne!» esclamò il macellaio anche lui eccitato all'idea di mangiare la zuppa di pietra.Andò a prendere un bel pezzo di carne e qualche metro di salsiccia, che fecero la fine degli altri ingredienti.

Il vagabondo assaggiò. «Una patata e una rapa o due la renderebbero degna di un re!»

«Oh sì, sì, le patate! E le rape!». A questo punto le signore si rimboccarono le maniche, una di esse scavò furiosamente nell'orto tirando fuori le patate e le rape. «Se volete favorire, portate piatti e cucchiai...» disse cordialmente il vagabondo. «E anche una tovaglia!» aggiunse.

«Ma non ci vuole anche un po' di sale?» suggerì un'altra e corse a casa a prendere il sale. La ricca zuppa ormai sobbolliva nella pentola: cipolla e fagioli e funghi e carne e patate e rape... per non dire della pietra. L'odorino faceva venire l'acquolina in bocca. Il fornaio corse a prendere una dozzina di croccanti forme di pane, altri portarono formaggio e l'oste arrivò con una damigiana di vino nuovo.

Alcune massaie portarono deliziose crostate di mele.

Fu stesa una grande tovaglia in mezzo alla piazza, tutti si accomodarono e il vagabondo riempì i piatti con la zuppa fumante e profumata. Mangiarono tutti in allegria e, grazie al vino, finirono cantando a squarciagola.

«Oh, questo è il miglior pranzo che ho mai fatto in vita mia!» gongolò il sindaco quando ebbero finito. «Quella tua pietra è davvero straordinaria».

«È tutta vostra, cari amici, ve la regalo» disse il vagabondo.

«Cosa? Davvero ci regali la pietra magica?» dissero gli abitanti del villaggio, con gli occhi lucidi. «Potremo ritrovarci a mangiare e far festa insieme altre volte con la zuppa di pietra. E non ci costerà un soldo!».

«Eh, già» fece il vagabondo infilandosi la giacca «però ricordatevi di aggiungere un po' di sale e cipolla e fagioli e funghi e un po' di carne...».

«Non lo dimenticheremo di certo».

«In realtà, ho notato che queste piccole aggiunte rendono la zuppa più buona», concluse il vagabondo prima di riprendere il cammino.

 In realtà, la pietra che viene «bollita» per fare la zuppa è l'egoismo

degli abitanti del villaggio. Grazie al semplice e acuto trucco del vagabondo,

il villaggio ritrova unità e comunione.

mercoledì 1 luglio 2015

"Segnaletica pedonale fantasma" ma la VITA vale molto di più

Siamo stati stimolati da un articolo apparso su superando.it (http://www.superando.it/2015/06/30/la-segnaletica-fantasma-di-roma-e-altrove)
al fine di richiamare l’attenzione su tale problematica che trafigge ns. città di Palermo.  
«È il ritratto dell’abbandono e della trascuratezza. In alcuni punti è completamente cancellata, in altri sbiadita, a causa del disinteresse e dell’incuria. C’è chi la definisce “fantasma” e chi la vede come l’ennesimo emblema del degrado che caratterizza Roma di questi tempi. È la segnaletica stradale orizzontale, fatta di strisce invisibili, cancellate dal tempo, dimenticate dagli automobilisti e dai pedoni, costretti ad attraversare ovunque, senza regole. E soprattutto dimenticate dalle Istituzioni, sempre più impegnate a ripetere il ritornello della mancanza dei fondi e sempre meno dedite alla ricerca di soluzioni».

Non siamo diversi da Roma (non è ne vanto ne paragone). Abbiamo già segnalato che necessita anche la segnaletica verticale, in particolare in presenza di scuole e di uffici. E’ pur vero che automobilisti, motociclisti e ciclisti hanno difficoltà a vedere la segnaletica orizzontale anche per effetto del riverbero solare e/o del manto stradale traslucido, ma ciò significa rendere la segnaletica efficiente.
Abbiamo anche segnalato l’inciviltà di molti nel parcheggiare sulle strisce pedonali, non curandosi di disabili, anziani, genitori con passeggini che devono rischiare la propria incolumità, procedendo sulla strada (del resto le sanzioni non esistono).

Ancora troppe persone vengono investite sulle strisce pedonali che dovrebbero essere il luogo in cui si ha la possibilità di passare a piedi da un parte all’altra della strada in totale e assoluta sicurezza. Numerosi passaggi pedonali, però, sono mal concepiti o in uno stato di cattiva manutenzione con una verniciatura non rifatta, scarsamente illuminati e posti in posizioni discutibili o addirittura fuori norma. A questo proposito, in Ticino, negli ultimi anni, è stato eliminato il 20 per cento dei passaggi pedonali poiché non rispettavano più le attuali norme di sicurezza. Inoltre, grazie alla tecnologia, per facilitare gli attraversamenti sono stati adottati diversi accorgimenti e sistemi elettronici sulle nostre strade come le strisce, i cartelli, le colonne e i paletti luminosi e sono stati realizzate anche delle isole spartitraffico come aree di sosta in mezzo al passaggio pedonale. Tra le misure, oltre alla speciale segnaletica che s’illumina, vi sono poi ancora le zone a 30 km orari, le zone a 20 km orari e gli arredi urbani con strisce rosse. Nella consulenza ci soffermiamo, con l’ing. Carlo Panzera, responsabile dell'Ufficio cantonale della segnaletica stradale e degli impianti pubblicitari del Dipartimento del territorio, sui criteri che stanno alla base della realizzazione o della cancellazione dei passaggi pedonali sulle strade e della loro idoneità e conformità.

Tutti sanno, Amministrazione locale in testa, che esiste un regolamento sulla segnaletica pedonale con precise indicazioni e caratteristiche, ma non è per nulla applicato.
Mancano i fondi… e le vite umane?





lunedì 29 giugno 2015

Inaugurato l'Ufficio del Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza della città di Palermo. E' l'inizio

Oggi, alla presenza del Sindaco Leoluca Orlando, degli Assessori Barbara Evola, Agnese Ciulla, Luciano Abbonato, del presidente del Consiglio comunale Salvatore Orlando, delle Autorità Locali, del Volontariato e di Rappresentanti del CeSVoP, è stato inaugurato l'Ufficio del Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza della città di Palermo.
Il Sindaco Orlando, ricordando che i locali sono un bene confiscato alla criminalità organizzata, tra l’altro ha affermato che quanto prima avranno vita le Consulte Cittadine e la prima sarà quella dei Disabili in onore del compianto e stimato Salvatore Crispi, presidente del Coordinamento H.
Il Garante  Sig. Pasquale (Lino) D' Andrea è stato nominato dal Sindaco secondo il regolamento approvato dal Consiglio Comunale. Lo stesso, affermando che la creazione dell’Ufficio è solo l’inizio di un percorso da intraprendere, ha lamentato la stasi burocratica della Regione Siciliana che da più di un anno non finanzia progetti a titolarità della 285, legge 28 agosto 1997.
Gli Assessori Evola e Ciulla hanno ricordato come l’iniziativa di “Palermo Città educativa” è stata anche un trampolino di lancio, oltremodo positivo e partecipato, per consolidare la necessità e la volontà di istituire il Garante per l’infanzia e l’adolescenza.

Il Movimento dei Cittadini Sicilia ha desiderato presenziare in quanto è proprio dall’infanzia e dall’adolescenza che si creano i presupposti per divenire veri CITTADINI e quindi vivere in una città migliore o quanto meno NORMALE.

Il Garante durerà in carica quattro anni ed opererà a titolo gratuito.  Affronterà i compiti previsti dall'art.3 del Regolamento approvato dal Consiglio Comunale (sito del Comune di Palermo - Statuto e Regolamenti - Area tematica Cittadinanza sociale.
L’Ufficio del Garante riceverà nei giorni di lunedì, martedì e giovedì dalle ore 9,30 alle ore 12,30 presso la sede in via Catania n. 146.

Recapiti telefonici 091.7404180 e 091.7404181.

sabato 27 giugno 2015

Presentato l’8° Rapporto di aggiornamento sul monitoraggio della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia, anno 2014-2015.

A vent'anni esatti dal primo Rapporto sullo stato di attuazione della CRC, inviato dall'Italia al Comitato ONU per la Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, “il sistema organico di politiche per l’infanzia” su cui il nostro paese si era impegnato con la ratifica della Convenzione non è stato realizzato. Il Gruppo CRC con la pubblicazione dell’8° Rapporto di aggiornamento prosegue il monitoraggio dell’attuazione in Italia della Convenzione ONU sui diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza (CRC) e dei suoi Protocolli Opzionali, intrapreso a partire dall'elaborazione del 1° Rapporto Supplementare nel 2001. 
In questi quindici anni di lavoro il Gruppo CRC ha pubblicato otto Rapporti di aggiornamento annuale e due Rapporti Supplementari che sono stati inviati al Comitato ONU per contribuire insieme al Rapporto governativo all'analisi dello stato di attuazione della Convenzione in Italia. La pubblicazione annuale testimonia la costanza e l’impegno assunto dalle 90 associazioni nel garantire un aggiornamento puntuale dell’attuazione dei diritti dei bambini e degli adolescenti nel nostro Paese. In vista dell’imminente adozione del IV Piano Nazionale Infanzia il Gruppo CRC auspica che i contenuti del Rapporto possano arricchire il suddetto Piano e contribuire alla definizione delle azioni necessarie.
leggi o scarica il rapporto:

lunedì 22 giugno 2015

in ricordo perenne di Salvatore Crispi

Grande Amico, grande Maestro e grande Volontario, ci ha lasciato, come al suo solito, "senza disturbare"...
Fautore di tante lotte e di tante azioni a favore dei disabili.
Uomo di immensa umanità e cultura, possedeva una visione globale e mai settoriale.
Nonostante la sua disabilità, girava la Sicilia ed anche l'Italia per portare il suo contributo, le sue conoscenze, il suo bagaglio personale.
Un esempio per tutti di grande volontà e nonostante il periodo di stasi, per non dire involutivo, delle politiche sociali, non si dava per vinto, continuando a lottare ed offrire, attraverso la sua sapienza e saggezza, una parola di conforto per tutti.
Piace ricordarlo sorridente, perché sia da esempio per tutti noi che, anche se viviamo "momenti" poco sereni, dobbiamo superare gli ostacoli e le barriere che la vita ci presenta.
Lo ha dimostrato, anche, quando ha perso la madre con la quale viveva ed aveva legame oltremodo particolare. Anche in questa circostanza è riuscito a reagire e continuare nei suoi appelli, nelle sue lotte che poi erano a favore di tutti i disabili.
Ha portato avanti leggi ed il Piano triennale, e riteniamo che se la classe politica è veramente costernata per la sua scomparsa, deve attuare quanto giace in cantiere, perché, a suo dire, le leggi esistono ma purtroppo non vengono applicate.
Al fratello Maurizio, l'invito di non togliere il profilo FB. 
A Graziangela Melotti, l'invito di continuare il prezioso sostegno e la professionale e sentita collaborazione.
Alle Associazioni di Volontariato l'invito di fare sentire con più forza e veemenza la propria voce per reclamare i diritti negati. 
Alle Associazioni aderenti al Coordinamento H di continuare, eleggendo una persona degna di sostituire il caro ed amato Salvatore e tutte le tipologie di disabili.
Alla classe politica di dimostrare con fatti ed azioni concreti la parità, ricordando che trascorrere delle ore con una Persona disabile e ben diverso che occuparsene per 24 ore, per mesi, per anni.
A tutti l'invito di dedicare il prossimo 3 dicembre e negli anni a venire a Salvatore Crispi perché lo merita ed andrà sempre ricordato.
Vincenzo Marino

domenica 21 giugno 2015

Francia, troppo cibo sprecato. Il governo ai supermercati: "Bisogna darlo ai poveri"

Necessita imitare le leggi virtuose. Lo spreco alimentare deve essere un reato.
L'Italia deve legiferare e mettere in pratica le buone prassi di altre Nazioni.

Ogni anno trenta chilogrammi di alimenti buttati per ogni cittadino.
Il parlamento corre ai ripari: la grande distribuzione dovrà fare beneficenza.



PARIGI - Dovranno adottare misure per poter dare il cibo in eccesso ai poveri. Francia, la lotta contro lo spreco alimentare parte dai supermarket e dai grandi centri commerciali. Il parlamento francese, infatti, discute in questi giorni una serie di provvedimenti per impedire quello che il socialista Guillaume Garot ha definito come "un vero e proprio scandalo". Giudizio netto, reso inattaccabile dalle cifre: ogni anno, in media, ciascun cittadino francese spreca dai 20 ai 30 chilogrammi di cibo. La soluzione passa attraverso la solidarietà: la grande distribuzione dovrà donare il cibo in eccesso ai poveri.
Una questione culturale (e qualche critica). E per risolvere il problema non si va solo alla fonte, ai luoghi nei quali il cibo viene venduto. Ma si allarga la prospettiva. Tra le misure approvate, infatti, anche una serie di indicazioni per realizzare un programma di educazione alimentare che coinvolgerà i francesi sin dai primi anni di scuola. Tutti d'accordo? Ovviamente no: a criticare la decisione del Parlamento soprattutto la Federazione del Commercio e della distribuzione: "La legge è sbagliata", commentano. Il motivo: "Solo il 5% del cibo sprecato arriva da supermarket e dalla grande distribuzione". Critiche che non fermano il governo francese. L'obiettivo è quello di dimezzare lo spreco di cibo entro il 2025.
In beneficenza. La nuova normativa non si applicherà indistintamente a tutti i supermercati. A dover osservare le nuove regole saranno soltanto gli ipermercati di oltre 400 metri quadrati, i titolari dei quali avranno l'obbligo di concludere un accordo con un ente di beneficenza, al fine di agevolare le donazioni alimentari. Secondo numerose associazioni, il valore del cibo sprecato va dai 13 ai 22 miliardi di dollari l'anno.
Niente sprechi. Neanche al ristorante. Non solo. La norma sullo spreco di cibo rientra all'interno di una legge che ridisegna le politiche ambientali ed energetiche della Francia. Legge che prevede altri obblighi che riguardano chi si occupa di distribuzione e vendita di cibo. Come quella per promuovere l'uso delle doggy bag: le bustine per portar via il cibo che non si riesce a consumare al ristorante.
E in Italia? Le ultime stime sono riferite al 2014. Il valore economico dello spreco alimentare "domestico" sarebbe pari a 8,1 miliardi di euro. Inoltre, 2 milione di tonnellate di cibo vanno perse nella trasformazione industriale e 300 mila tonnellate nella fase di distribuzione. I prodotti non raccolti: il cibo "lasciato sul campo" ammonta a 1,4 milioni di tonnellate: il 3% della produzione agricola nazionale". In Parlamento, i deputati Maria Chiara Gadda e Massimo Fiorio, Pd, si sono fatti promotori di "una legge per limitare gli sprechi, utilizzare consapevolmente le risorse e promuovere la sostenibilità ambientale". E' stata presentata lo scorso 17 aprile.
http://www.repubblica.it/ambiente/2015/05/22/news/francia_troppo_cibo_sprecato_il_governo_bisogna_darlo_ai_poveri_-115011536/?refresh_ce