martedì 31 ottobre 2017

Assistenti sociali: solo l’11,8% non ha mai ricevuto intimidazioni. Il 15.4% ha subito violenza fisica

Una professione tra le più problematiche in un periodo sensibilmente condizionato dalle crescenti criticità sociali. 
Un articolo che deve fare riflettere su tale professione e sulla carenza di organici e strumenti.
Necessitano azioni ed interventi urgenti.

Lo rileva una ricerca promossa dal Consiglio nazionale degli Assistenti Sociali e dalla Fondazione Nazionale Assistenti Sociali. 
L’88,2% dei professionisti è stato oggetto di violenza verbale, l’11,2% ha subito danni a beni o proprietà e il 35,8% ha temuto per la propria incolumità o quella di un familiare a causa del lavoro. 
Le maggiori criticità nei servizi a tutela dei minori e in quelli a sostegno di adulti in difficoltà.

11 Ottobre 2017 - Nel corso della propria esperienza professionale solo poco più di un assistente sociale su dieci (11,8%) non ha mai ricevuto minacce, intimidazioni o aggressioni verbali. Ben tre professionisti su venti (il 15,4% ) hanno subito una qualche forma di aggressione fisica; l’88,2% è stato oggetto di violenza verbale, mentre il 61%  ha assistito ad episodi di violenza verbale contro i colleghi. Ed ancora: l’11,2% ha subito danni a beni o proprietà addebitabili all'esercizio della professione; il 35,8% ha temuto per la propria incolumità o quella di un familiare a causa del lavoro.
Sono questi alcuni dei dati della ricerca “Conoscere per agire. Il fenomeno dell’aggressività nei confronti degli assistenti sociali” promossa dal Consiglio nazionale degli Assistenti Sociali, dalla Fondazione Nazionale Assistenti Sociali e che è stata condotta su un campione di oltre 20 mila professionisti, quasi la metà dei 42 mila assistenti sociali italiani e presentata oggi presso la sede del Cnel.
Vi hanno  collaborato i Consigli regionali degli Ordini degli assistenti sociali di Liguria, Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia - Romagna, Valle d’Aosta, Friuli - Venezia Giulia, Sardegna, Trentino Alto Adige, Puglia, Sicilia, Umbria, Campania e Lazio.
La ricerca è stata realizzata da Alessandro Sicora, Università della Calabria, che ne ha curato il coordinamento scientifico, Urban Nothdurfter, Libera Università di Bolzano e da Mara Sanfelici, Università degli studi di Milano Bicocca.
“Rilevante è che nel solo ultimo trimestre - e quindi in un arco di tempo relativamente breve - oltre mille tra i partecipanti alla ricerca abbiano subito forme di violenza fisiche che hanno richiesto un intervento medico importante. Dato, questo, preoccupante - considerate le conseguenze in termini di danni alla salute fisica e psicologica dei professionisti coinvolti - anche per la percezione da parte degli assistenti sociali di una sempre maggiore incidenza del fenomeno della violenza durante lo svolgimento del proprio lavoro”, commentano il Consiglio nazionale degli Assistenti Sociali e la Fondazione Nazionale Assistenti Sociali in una nota che illustra in sintesi i dati.
Secondo la ricerca, infatti,  un quarto del campione (25,4%) pensa che la violenza fisica contro gli assistenti sociali sia aumentata negli ultimi cinque anni; il 61% degli intervistati ritiene che lo sia quella  verbale, il 47,1% ritiene che episodi che comportano danni o minacce di danni a beni e proprietà sia aumentata nello stesso arco di tempo.
Emerge, poi, che i settori nettamente più a rischio sono i servizi a tutela dei minori e i servizi a sostegno di adulti in difficoltà. Circa un quarto del campione (24,5%) svolge la professione presso servizi a sostegno e tutela di bambini e famiglie; un quarto del campione (25,5%) si dedica a persone che hanno necessità di sostegno legate all’età anziana (14,1%) o a condizioni di disabilità (11,4%); il 9,3% degli intervistati lavora in servizi per adulti in difficoltà, il 5,9% si occupa di progetti sociali nell’ambito del penale o del penale minorile; 18,2% in servizi integrati socio-sanitari Solo il 3,6% è dedicato a servizi a sostegno della popolazione immigrata.

Solo una parte delle aggressioni fisiche subite vengono segnalate alle autorità di pubblica sicurezza o al proprio ente, rispettivamente nel 10,6% e 23,3% dei casi. Presumibilmente in ragione di un certo grado di sfiducia diffuso tra i professionisti. Il 49% gli intervistati dichiara, infatti, che a seguito di episodi di violenza verbale l’ente di appartenenza non ha preso alcuna iniziativa concreta per aiutarli e sostenerli.
Per Gianmario Gazzi, Presidente del Consiglio Nazionale degli Assistenti sociali “il fenomeno violenza e le maggiori difficoltà nel rapporto tra assistenti sociali, istituzioni e cittadini non può prescindere  dallo stato di crescente sofferenza in cui si trova oggi il sistema dei servizi sociali. Anzi, ne è una diretta conseguenza. E’ evidente che nei nostri servizi si scarica  la sfiducia e la rabbia dei cittadini nei confronti delle istituzioni. Serve attivare nuovi sistemi organizzativi e strategie metodologiche per gestire meglio le criticità, così come serve - ed è ormai ineludibile - investire in risorse professionali, nella formazione anche continua oltre a costruire servizi adeguati e nella sicurezza nei luoghi di lavoro”.
Silvana Mordeglia, presidente della Fondazione assistenti sociali, sollecita “l’attenzione delle istituzioni pubbliche affinché vi sia una maggiore consapevolezza delle effettive difficoltà che i nostri colleghi – complice anche una crisi economica che, almeno per quanto riguarda le conseguenze sui Servizi sociali, sembra non avere fine – sono costretti ad affrontare e gestire per poter svolgere al meglio i loro compiti. Siamo in presenza di episodi di violenza frutto di sofferenza e di tensioni sociali, ma non vanno assolutamente sottovalutati quelli che derivano anche da una falsa rappresentazione della attività degli assistenti sociali. Stereotipo, quest’ultimo, difficile da superare”.
Secondo Barbara Rosina, Presidente del Consiglio regionale dell’Ordine del Piemonte e coordinatrice tecnica della ricerca “è indubbio che i servizi sociali abbiano forze inadeguate rispetto ai cambiamenti in atto ed alle nuove esigenze e spesso non riescono ad esercitare nel modo dovuto il ruolo di accoglienza del disagio, di accompagnamento e di supporto. Sono necessari, e non più rinviabili, interventi per sostenere l’intero sistema dei servizi: le soluzioni delle criticità non possono essere delegate agli operatori che sono privi delle necessarie  risorse economiche e degli strumenti necessari senza le quali è impossibile mettere in atto azioni efficaci”.
fonte, dalla quale è possibile leggere la ricerca:

lunedì 2 ottobre 2017

sabato 22 luglio 2017

Organismo Territoriale per la promozione dei diritti delle persone con disabilità - Nessuno escluso

Era il 1989 quando per volere del Sindaco Leoluca Orlando, su sollecitazione del Presidente del Coordinamento H Salvatore Crispi, veniva istituito l’Ufficio H in piazza Unità d’Italia.
A distanza di quasi trenta anni, è stato avviato un importante processo che si occuperà delle persone affette da  disabilità e delle loro famiglie a 360°.
Siamo molto fiduciosi nei risultati che apporterà tale Organismo convinti purché, come ha affermato l’Assessore Mattina, ciascun componente, pur con le proprie peculiarità, tratti le diversificate problematiche nella sua globalità.
A nostro avviso sarebbe opportuno attuare un’altra unità dalla parte opposta della città, rispetto la sola via Taormina, in quanto molte Cittadine ed altrettanti Cittadini devono sobbarcarsi un lungo e difficoltoso tragitto per accedere agli Uffici.
Auspichiamo che, nel tempo e fatte salve le procedure organizzative, postazioni possano essere realizzate in ciascuna Circoscrizione o nei pressi.
I diversi interventi testimoniano tanta attenzione ed altrettanta sensibilità nei confronti delle persone affette da disabilità ed a quelle dei familiari, correlate alla volontà del FARE insieme.
Come è stato detto la città di Palermo attraverso tale Organismo, ancora una volta, potrebbe mettere a punto un modello esportabile (la capacità di costruire innovazione sociale per lo sviluppo armonico della comunità rif. Orlando).

Per il Coordinamento H Rosario Fiolo, componente con Salvatore Garofalo dell’Organismo, nel suo intervento tra l’altro ha desiderato ricordare Crispi:
Salvatore è stato definito, senza alcuna retorica, "il Gigante dei Diritti delle Persone con Disabilità" e chi gli è stato vicino può testimoniare ciò. 
Ha lottato sino alla fine dei suoi giorni, sempre in prima linea con grande intelligenza e grande ironia.
Ha anche richiamato l'attenzione su una delle tante "battaglie" condotte: Vogliamo che gli invisibili diventano visibili e la giornata odierna è un ottimo punto di partenza.


Scrive Mariolina Munna: il nuovo Organismo Territoriale per la promozione dei diritti delle persone con disabilità, che mi vede coinvolta tra i componenti del Comitato tecnico scientifico, insieme a Fiorella Acanfora (intervenuta), nella nostra veste di rappresentanti della Rete dei Cse per disabili di Palermo. Entrambe siamo felici di poter lavorare per contribuire a migliorare la qualità di vita delle persone disabili e di quei familiari che ogni giorno con il loro agire spesso silenzioso ed invisibile scrivono la storia della disabilità. Un grazie al Sindaco Orlando e all' Assessore Mattina, per questa importante iniziativa che traccia sicuramente un nuovo percorso per la città e i suoi cittadini più fragili.

21 luglio 2017


domenica 18 giugno 2017

venerdì 12 maggio 2017

Il Volontariato non ci sta, nota del MoVI nazionale

Il Volontariato non ci sta. 
Nota del MoVI Nazionale sui prossimi decreti della Riforma Terzo settore.
Il Volontariato non ci sta, non si cancellano 40 anni di cammino. 
In questi giorni, avvicinandosi la scadenza della delega al Governo per la riforma della normativa del terzo settore (2 luglio 2017), sono state presentate le bozze di alcuni importanti decreti che vanno a disegnare il cuore delle nuove leggi, tra queste il "testo unico del terzo settore", che modifica in modo significativo il Codice Civile, e la riforma delle normative fiscali. 
Su questo il MoVI lancia un appello 
Ecco quanto scrive il MoVI:
"Ci è stato chiesto nel giro di pochi giorni di esprimere un parere sulle bozze, ma riteniamo impossibile esaminare in un tempo così breve testi corposi che affrontano questioni complesse e che modificano e stravolgono le normative che regolano il nostro mondo. 
Siamo preoccupati in particolare del rischio di arretramento sul fronte delle conquiste del Volontariato, del suo riconoscimento come agente di democrazia e partecipazione e come forza generatrice di ogni altra forma del Terzo Settore.
Contestiamo una riforma che sembra voler regolare appalti e servizi confondendoli con il Volontariato e la cittadinanza attiva.
Non possiamo accettare che si butti via in pochi giorni quanto costruito in 40 anni di cammino e di impegno!
Chiediamo al Parlamento ed al Governo di prevedere i tempi necessari per i dovuti passaggi e chiarimenti, al fine di evitare che una riforma così delicata e importante fallisca dopo aver creato tante aspettative.
Chiediamo di poter verificare le ricadute di cambiamenti anche radicali che rischiano di creare molto più scompiglio che beneficio nel sistema della solidarietà organizzata.
Chiediamo un confronto approfondito con il mondo del Volontariato, confronto approfondito che finora non è avvenuto".

Riteniamo che sia giunto il momento che il Volontariato faccia sentire la propria voce.

sabato 18 febbraio 2017

Una bomba d'amore - Un passo alla volta


Il 17 febbraio 2017, il nostro Socio Alberto Bilardo ha presentato, presso la Mondadori megastore di via Ruggero Settimo, 18 Palermo, il suo album autobiografico “ Un passo alla volta”.
Nella sala ultra gremita di parenti, amici, conoscenti, ecc. vogliamo evidenziare la sentita partecipazione del Volontariato.
Oltre alla presenza di Giuditta Petrillo, presidente del Centro Servizi per il Volontariato – Palermo e del direttore Alberto Giampino, si sono uniti a tale momento festoso e gratificante l’Associazione Luce nelle mani, l’Associazione Imago, l’Associazione ISEUM.
Presenti, oltre a nostri Soci, anche l’Associazione Panagiotis, l’Associazione di promozione sociale Passepartout, che, congiuntamente alla nostra ed altri aderenti, costituiscono la “Rete Palermo pulita”.
Anche il Presidente Michele Maraventano, la Coordinatrice Adriana Gennaro del Comitato educativo della VI Circoscrizione di Palermo, unitamente a Massimiliano Giaconia e Roberto Li Muli, hanno desiderato partecipare ad un evento ricco di contenuti, di testimonianze e di sincera commozione.
Desideriamo collegare Alberto Bilardo con Albert Einstein, non tanto per il nome, ma per volere richiamare il messaggio basilare del nostro associato al fisico e filosofo con “LA LETTERA PER LA FIGLIA LIESERL”, della quale riportiamo una significativa sintesi.

Dopo il fallimento dell’umanità nell'uso e il controllo delle altre forze dell’universo, che si sono rivolte contro di noi, è arrivato il momento di nutrirci di un altro tipo di energia.
Se vogliamo che la nostra specie sopravviva, se vogliamo trovare un significato alla vita, se vogliamo salvare il mondo e ogni essere senziente che lo abita, l’amore è l’unica e l’ultima risposta.
Forse non siamo ancora pronti per fabbricare una bomba d’amore, un artefatto abbastanza potente da distruggere tutto l’odio, l’egoismo e l’avidità che affliggono il pianeta.
Tuttavia, ogni individuo porta in sé un piccolo ma potente generatore d’amore la cui energia aspetta solo di essere rilasciata.
Quando impareremo a dare e ricevere questa energia universale, vedremo come l’amore vince tutto, trascende tutto e può tutto, perché l’amore è la quintessenza della vita…
http://www.visionealchemica.com/nel-fiore-della-vita-albert-einstein/



Alberto Bilardo crede e riesce a trasferire un potente generatore d’amore ed auspichiamo che la lettura di "Un passo alla volta" possa produrre effetti a catena che conducano, nel tempo, a fare padroneggiare la quinta essenza della vita.

lunedì 10 ottobre 2016

La Rete Palermo pulita al "parco Robinson" di Borgo Nuovo

Con tale tappa, svoltasi l'8 ottobre, si sono concluse le iniziative di puro Volontariato attivo della Rete Palermo pulita, per l’anno 2016.
Il parco Robinson, ricadente nella V Circoscrizione, era stato già tappa nell'anno 2015, ma purtroppo l’auspicata totale restituzione ai Cittadini ed alle Cittadine non è avvenuta.
Noi Associazioni e singoli Aderenti abbiamo continuato a dare esempio concreto, ma ad ogni tappa notiamo che non esiste rispetto per i beni comuni ed addirittura si mette a repentaglio l’incolumità dell’infanzia e dell’adolescenza, che, ignara dei pericoli, tenta di svagarsi all'aria aperta.
Infatti, abbiamo rilevato e segnalato la presenza diverse siringhe, addirittura senza la protezione dell'ago e ciò significa, a parte ogni considerazione verso coloro che hanno deciso di intraprendere una strada spesso senza uscita, non avere rispetto neanche per tale fascia di età.
A ciò è da aggiungere la quantità di vetro disseminata, spesso generata da frantumi di bottiglie di birra o di vino. 
Molti abitanti del luogo ci hanno ringraziato e lodato, mentre altri si sono lamentati del servizio reso dalla Risorse Ambiente Palermo (RAP).
Ma come abbiamo evidenziato in diverse circostanze, molti oggetti non camminano da soli e quindi “qualcuno” preferisce buttarli dove capita, evitandosi di raggiungere i cassonetti o le postazioni per la consegna dei rifiuti ingombranti e speciali.
Purtroppo Palermo è ancora molto distante da standard di civiltà e della cura dei beni comuni. Molti ritengono che se pagano le tasse possono trattare la città come una pubblica discarica, non comprendendo che necessita, ciascuno per la propria parte, collaborare.
Ecco che subentrano iniziative di Volontariato come quella della Rete Palermo pulita, che non desidera sostituirsi a coloro che sono preposti alla pulizia della città, delle aree verdi, dei litorali costieri, ma attraverso tali azioni diffondere il rispetto dell’ambiente e, dove attiva, la necessità della raccolta differenziata.
Anche in questa tappa il supporto del Centro Servizi per il Volontariato, di concerto con il Tavolo minori rappresentato da Filippa Alfano, è stato fondamentale.
Mentre i Volontari si prestavano alla pulizia dello spazio verde pubblico, altre Associazioni intrattenevano i minori presenti, con attività ludiche, ma ingegnosamente imperniate sulle tematiche relative al rispetto dell’ambiente ed alla raccolta differenziata (risorse e non rifiuti).
Per il quarto anno consecutivo, la Rete Palermo pulita, con il patrocinio del Comune di Palermo e di intesa con la RAP (immediato ritiro di quanto rinvenuto e differenziato), ha cercato di restituire spazi alla cittadinanza ma, a differenza degli anni precedenti, ha deliberato di organizzare l’evento conclusivo, aperto a tutta la cittadinanza, alle Istituzioni, alle Partecipate, previsto per il 13 novembre all’Ecomuseo del mare di via Messina Marine, 27.
In tale circostanza saranno narrate, anche visivamente e fotograficamente, tutte le tappe, compresa quella “fuori le porte”, ma fortemente desiderata e voluta presso il Giardino della Memoria di Isola delle Femmine.

La scelta del luogo è stata dettata dalla definizione più bella e più consona di ecomuseo: un patto con il quale una comunità si impegna a prendersi cura di un territorio (Hugues De Varine).